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mercoledì 15 giugno 2011

Brunetta definisce i precari "l'Italia peggiore"


Qual'è il ruolo di un ministro di un governo democratico? Amministrare? Riformare? Coordinare? Vigilare? Senz'altro, ma certamente anche ascoltare, comprendere e risolvere le problematiche di un paese.

Durante un convegno sull'innovazione tenutosi ieri a Roma, il ministro per la Pubblica Amministrazione e per l'Innovazione, Renato Brunetta, al termine del suo intervento, è stato invitato da una rappresentante della rete dei precari della Pubblica Amministrazione a rispondere ad una domanda sui problemi del precariato.

Il ministro, non appena la donna si è qualificata in quanto rappresentante dei precari, non ha atteso il termine della domanda e ha inveito contro la categoria affermando "Questa è la peggiore Italia", dopo di che ha abbandonato la sala ed è salito in macchina rifuggendo alle richieste di risposta che i rappresentanti dei precari gli rivolgevano.

Il risultato è stato una mezza baruffa tra i precari ed alcuni dirigenti presenti al convegno che, schieratisi in difesa del ministro e a protezione della sua fuga, hanno iniziato ad interloquire con i manifestanti in vece del ministro Brunetta. Il tutto si è risolto in niente, ovvero, urla, strepiti, chiacchiere e la conferma di un distacco abissale tra i lavoratori precari della pubblica amministrazione e i suoi dirigenti.

Ai precari è rimasto un pugno di mosche e un messaggio impresso su uno striscione, forse la loro voce più importante ed efficace: "Si scrive innovazione, si legge precarietà."

Di seguito il video dell'accaduto.



martedì 7 giugno 2011

L'UE blinda il debito pubblico italiano


Stato avvisato mezzo salvato.

Suona un pò così l'ennesima raccomandazione della Commissione Europea all'Italia secondo cui il piano di consolidamento dei conti pubblici del bel paese, per il periodo 2011-2014, è troppo debole e va rinforzato. Per questo la Commissione ha invitato il nostro governo a pianificare ed attuare ulteriori misure a sostegno del debito pubblico entro il prossimo mese di ottobre.

Così, mentre il ministro Calderoli presenta alla Corte di Cassazione la richiesta per una proposta di legge sulla territorializzazione dei ministeri, con l'intenzione di far traslocare alcuni ministeri al nord, Strasburgo rifila l'ennesima bastonata al nostro paese regalando un bel grattacapo estivo al ministro per l'economia Giulio Tremonti.

Secondo il parere di Bruxelles le misure adottate fino ad ora risultano troppo fragili per porre riparo alle debolezze strutturali della nostra economia acuite dalla recente crisi economica. Occupazione, mezzogiorno, concorrenza, innovazione e ricerca, queste le parole chiave della Commissione che ha così indicato con la massima precisione i punti nevralgici su cui puntare per il rafforzamento dell'economia e su cui adottare politiche di sostegno utilizzando efficacemente i fondi europei.

Nel frattempo la Commisione ha già avvertito che, in caso di sforamento dei conti di bilancio rispetto a quanto pianificato per il biennio 2011-2012, l'Italia dovrà intervenire con misure correttive, in particolare riducendo la spesa pubblica.

Uno stato, il nostro, sempre al limite nonostante il glorioso passato di fondatore della stessa Unione Europea.

Qualcuno ci ha definito, bonariamente, gli "scugnizzi" d'Europa.
Sempre meglio che furbi, oppure no?