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lunedì 13 giugno 2011
Referendum, quorum raggiunto e vittoria dei SI
Quorum raggiunto e vittoria schiacciante dei Si per tutti e quattro i quesiti referendari.
Questi i risultati comunicati dagli instant poll che parlano di un'affluenza ai seggi superiore al 57% per tutti e quattro i quesiti dopo lo spoglio in circa il 90% dei comuni. Il dato, inoltre, non tiene conto dei 3,3 milioni di italiani residenti all'estero il cui voto, a questo punto, risulta ininfluente ai fini del raggiungimento del quorum.
Per quanto riguarda gli esiti del voto, i dati provvisori parlano di oltre il 94% di SI per tutti i questi referendari, dato che, con molta probabilità, verrà confermato alla fine dello spoglio degli ultimi comuni sancendo l'abrogazione delle 4 norme soggette a referendum.
Nel frattempo, in attesa delle conferme definitive, è già iniziata la bagarre tra le parti politiche. Mentre il centro destra sottolinea come il successo del SI non vada strumentalizzato ed utilizzato contro il governo, il centro sinistra e il terzo polo inneggiano apertamente alle dimissioni di Silvio Berlusconi.
Al riguardo, il ministro La Russa ha affermato che "il fatto che il quorum sia stato raggiunto non cambia nulla per il governo" mentre il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, ha commentato l'esito del referendum paragonandolo ad "un referendum sul divorzio tra il governo e il paese".
Siamo in presenza di un nuovo terremoto politico che porterà seri cambiamenti all'assetto governativo del paese, oppure è solo un altro passo falso del centro destra che non porterà drastiche conseguenze alla coalizione di maggioranza?
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mercoledì 8 giugno 2011
Toto Referendum. Per ora il Nucleare vince
Un vero e proprio valzer referendario quello che si sta vivendo in questi giorni. Tra chi vota e chi non vota, tra chi si schiera e chi non si schiera, tra chi fa chiarezza e chi continua a sbagliare le date in cui si voterà (vedi TG1 e TG2); insomma, il povero cittadino, se prima aveva qualche dubbio ora ne ha molti di più.
Nemmeno il tempo che la Corte Costituzionale, messa in moto da un quesito del governo, dichiarasse definitivamente legittimo il referendum sull'atomo e scoppia una nuova polemica, questa volta promossa, guarda caso, dall'amministratore dell'Eni, Paolo Scaroni, il quale ha affermato "Non voto mai a nessun referendum per principio. Votare un referendum abrogativo lo trovo una follia". Nella sostanza, sembrerebbe che Scaroni sia un umanista convinto e un profondo stimatore dell'homo politicus in quanto, dalla sua affermazione, possiamo dedurre una totale fiducia nell'infallibilità dei governi italiani. La cosa, se non altro, fa un pò sorridere in quanto a ingenuità (?).
E proprio ora che il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, coadiuvato dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, si sono espressi genericamente a favore del voto referendario in quanto dovere di ogni cittadino, siamo punto e a capo. Umberto Bossi e la Lega non voteranno, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, forse sì forse no, il PDL si divide tra chi voterà e chi si asterrà e così via.
Nel frattempo PD e IDV esultano per la decisione della consulta e vedono nella legittimità del referendum nucleare una prima vittoria, assaporando quel 50%+1 che significherebbe un'ulteriore conferma della debolezza della maggioranza, uscita malconcia dalle recenti elezioni amministrative.
Così, anche il referendum, ultimo baluardo della democrazia intesa come reale "potere del popolo", si riduce sempre più ad un'arma politica nelle mani dei partiti che, a seconda del vento delle lobbies, lo strumentalizzano facendo propaganda. D'altronde c'era da aspettarselo, in un sol colpo il voto popolare potrebbe, nell'ordine, demolire una fetta consistente degli interessi della lobby energetica italiana (leggasi Eni) che rischia, per l'appunto, di vedere completamente abrogato il nucleare, demolire la lobby delle imprese e dei gestori privati dell'acqua e infine abrogare uno degli alleati più importanti degli ultimi governi italiani, il legittimo impedimento.
Il popolo italiano, forse, dai tempi del referendum del 1946, non è mai stato così decisivo come potrà esserlo il 12 e il 13 giugno prossimo. E forse proprio per questo si cerca di non informarlo o, al massimo, di disinformarlo.
Sarebbe il caso di ripristinare lo studio dell'Educazione Civica nella scuola italiana e di procastinarne l'apprendimento fino all'Università, così che ci si accerti che i cittadini e i politici di domani conosceranno il reale significato della parola cittadinanza.
giovedì 2 giugno 2011
E sono 65. Buon anniversario Repubblica Italiana
Ma il 2 giugno non festeggiamo solo la nascita di una forma di governo alternativa alla monarchia, durata 85 anni, né solo la nascita di un'assemblea costituente preposta alla stesura della costituzione della nuova Repubblica. Il 2 giugno 1946 gli italiani si ripresero le elezioni, le prime dal 1924, e lo fecero insieme alle donne che, per la seconda volta in pochi mesi (la prima occasione di voto sono le elezioni amministrative del marzo/aprile 1946) furono chiamate alle urne ad esprimere di diritto il proprio voto.
Una cosa purtroppo banale oggi, ma straordinaria allora. Immaginate una donna, che fino ad allora non aveva mai potuto esprimere nemmeno un'opinione politica, vedersi riconosciuto il diritto di votare a pochi mesi dal referendum più importante della storia del nostro paese. Chi sa se le donne di oggi, ogni tanto, pensano a quel Ivanoe Bonomi, presidente del Consiglio dei Ministri, che nel 1945 emanò un decreto legislativo estendendo alle donne il diritto di voto.
Ad ogni modo, la Repubblica nacque con merito paritetico fra donne e uomini e tanto basta per fare del 2 giugno una festa veramente universale. La Repubblica è di tutti e questo è un dato di fatto.
Inoltre, in questo 2 giugno, un pensiero di riconoscenza va ad Alcide De Gasperi, quel grande statista che, il 1° marzo del 1946, diede l'impulso al governo da lui presieduto di avviare le procedure per la realizzazione del Referendum istituzionale che avrebbe sottoposto agli italiani una scelta secca: "monarchia o repubblica". Evviva la semplicità, frutto della passione e dei grandi intelletti.
Infine, un sentimento intenso va verso tutti i nostri compatrioti che, donando la propria vita, hanno reso possibile l'esistenza di quel 2 giugno 1946. A tal riguardo, non credo esistano parole più toccanti di quelle che Piero Calamandrei pronunciò durante un discorso tenuto ai giovani alla Società Umanitaria di Milano nel 1955 e di cui vi ripropongo un pezzo tratto da Wikipedia:
"Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione."
lunedì 30 maggio 2011
Referendum mobile
Risale a qualche giorno fa la notizia, postata su diversi blog e siti di informazione hi-tech, relativa alla possibilità di scaricare gratuitamente su i-phone e i-pad delle applicazioni che permettono di informarsi su tutti i quesiti del referendum del 12-13 giugno 2011.
In particolare, l'applicazione "Referendum", oltre a contenere informazioni utili su come votare per i cittadini fuori sede e per coloro che hanno una grave malattia, contiene una funzione Countdown utile per ricordare ai cittadini di presentarsi alle urne per esprimere il proprio parere.
Un'altra inutile applicazione gratuita che cavalca l'onda referendaria di questo periodo oppure un utilissimo strumento per avere le idee più chiare su ciò che accade in Italia? Prescindendo dall'opinione di ognuno di noi, va sicuramente sottolineata la forza democratica di questa applicazione che da la possibilità, anche ai più pigri, di potersi informare velocemente su ciò che comporterebbe votare SI o NO oppure non votare affatto.
C'è da dire che il Referendum di giugno, dopo un periodo chiacchieratissimo derivante dal disastro atomico accaduto in Giappone, è stato oscurato dalle elezioni amministrative di questo mese di maggio che, tra scontri, attacchi, comizi, pubbliche accuse e ballottaggi ha completamente catturato l'attenzione del Web e dei suoi navigatori.
Ritengo utile pertanto proporvi un link attraverso cui potrete chiarirvi le idee e ridare smalto ad uno degli ultimi strumenti di esercizio del potere popolare rimasti nelle nostri mani.
Votare SI oppure NO è una vostra scelta, votare è un vostro diritto e dovere.
Chi sa che un giorno le applicazioni per dispositivi mobile non diventeranno uno strumento di votazione legalmente riconosciuto. A quel punto non avrete più alcuna scusa.
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