martedì 7 giugno 2011

L'UE blinda il debito pubblico italiano


Stato avvisato mezzo salvato.

Suona un pò così l'ennesima raccomandazione della Commissione Europea all'Italia secondo cui il piano di consolidamento dei conti pubblici del bel paese, per il periodo 2011-2014, è troppo debole e va rinforzato. Per questo la Commissione ha invitato il nostro governo a pianificare ed attuare ulteriori misure a sostegno del debito pubblico entro il prossimo mese di ottobre.

Così, mentre il ministro Calderoli presenta alla Corte di Cassazione la richiesta per una proposta di legge sulla territorializzazione dei ministeri, con l'intenzione di far traslocare alcuni ministeri al nord, Strasburgo rifila l'ennesima bastonata al nostro paese regalando un bel grattacapo estivo al ministro per l'economia Giulio Tremonti.

Secondo il parere di Bruxelles le misure adottate fino ad ora risultano troppo fragili per porre riparo alle debolezze strutturali della nostra economia acuite dalla recente crisi economica. Occupazione, mezzogiorno, concorrenza, innovazione e ricerca, queste le parole chiave della Commissione che ha così indicato con la massima precisione i punti nevralgici su cui puntare per il rafforzamento dell'economia e su cui adottare politiche di sostegno utilizzando efficacemente i fondi europei.

Nel frattempo la Commisione ha già avvertito che, in caso di sforamento dei conti di bilancio rispetto a quanto pianificato per il biennio 2011-2012, l'Italia dovrà intervenire con misure correttive, in particolare riducendo la spesa pubblica.

Uno stato, il nostro, sempre al limite nonostante il glorioso passato di fondatore della stessa Unione Europea.

Qualcuno ci ha definito, bonariamente, gli "scugnizzi" d'Europa.
Sempre meglio che furbi, oppure no?

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