mercoledì 8 giugno 2011

Toto Referendum. Per ora il Nucleare vince


Un vero e proprio valzer referendario quello che si sta vivendo in questi giorni. Tra chi vota e chi non vota, tra chi si schiera e chi non si schiera, tra chi fa chiarezza e chi continua a sbagliare le date in cui si voterà (vedi TG1 e TG2); insomma, il povero cittadino, se prima aveva qualche dubbio ora ne ha molti di più.

Nemmeno il tempo che la Corte Costituzionale, messa in moto da un quesito del governo, dichiarasse definitivamente legittimo il referendum sull'atomo e scoppia una nuova polemica, questa volta promossa, guarda caso, dall'amministratore dell'Eni, Paolo Scaroni, il quale ha affermato "Non voto mai a nessun referendum per principio. Votare un referendum abrogativo lo trovo una follia". Nella sostanza, sembrerebbe che Scaroni sia un umanista convinto e un profondo stimatore dell'homo politicus in quanto, dalla sua affermazione, possiamo dedurre una totale fiducia nell'infallibilità dei governi italiani. La cosa, se non altro, fa un pò sorridere in quanto a ingenuità (?).

E proprio ora che il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, coadiuvato dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, si sono espressi genericamente a favore del voto referendario in quanto dovere di ogni cittadino, siamo punto e a capo. Umberto Bossi e la Lega non voteranno, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, forse sì forse no, il PDL si divide tra chi voterà e chi si asterrà e così via.

Nel frattempo PD e IDV esultano per la decisione della consulta e vedono nella legittimità del referendum nucleare una prima vittoria, assaporando quel 50%+1 che significherebbe un'ulteriore conferma della debolezza della maggioranza, uscita malconcia dalle recenti elezioni amministrative. 

Così, anche il referendum, ultimo baluardo della democrazia intesa come reale "potere del popolo", si riduce sempre più ad un'arma politica nelle mani dei partiti che, a seconda del vento delle lobbies, lo strumentalizzano facendo propaganda. D'altronde c'era da aspettarselo, in un sol colpo il voto popolare potrebbe, nell'ordine, demolire una fetta consistente degli interessi della lobby energetica italiana (leggasi Eni) che rischia, per l'appunto, di vedere completamente abrogato il nucleare, demolire la lobby delle imprese e dei gestori privati dell'acqua e infine abrogare uno degli alleati più importanti degli ultimi governi italiani, il legittimo impedimento.

Il popolo italiano, forse, dai tempi del referendum del 1946, non è mai stato così decisivo come potrà esserlo il 12 e il 13 giugno prossimo. E forse proprio per questo si cerca di non informarlo o, al massimo, di disinformarlo.

Sarebbe il caso di ripristinare lo studio dell'Educazione Civica nella scuola italiana e di procastinarne l'apprendimento fino all'Università, così che ci si accerti che i cittadini e i politici di domani conosceranno il reale significato della parola cittadinanza.


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