sabato 4 giugno 2011

Michelle Obama dichiara guerra all'obesità


Dopo l'agognata uccisione del nemico pubblico americano numero uno, Osama Bin Laden, la first lady, Michelle Obama, ha deciso di percorrere le orme del marito Barack conducendo la propria battaglia personale contro un altro nemico del popolo statunitense, l'obesità.

Ebbene, gli USA sono noti al mondo, tra le tante cose, per il numero record di obesi presenti sul territorio nazionale. Così Michelle, amante della forma fisica e stanca del ridondare di grasso che abbonda nelle strade americane, ha deciso di porre fine alle cattive abitudini alimentari del suo popolo lanciando una nuova iniziativa denominata piatto alimentare.

Il piatto alimentare non è altro che un nuovo schema nutrizionale il quale, rispetto alla ormai considerata obsoleta piramide alimentare, schematizza in modo semplice e sintetico la proporzione dei diversi alimenti da dover rispettare ad ogni pasto. Lo schema è rappresentato da un piatto diviso in quattro parti costituite da verdura, frutta, proteine e cereali. Oltre al piatto è rappresentato un piattino che ricorda di assumere anche latte e i suoi derivati. Infine una serie di indicazioni relative a quantità e tipologie di alimenti e bevande da assumere per non entrare nel tunnel dell'obesità che, negli USA, colpisce 1 persona su 4.

Sembrerebbe insomma, che con uno schema dai connotati evidentemente semplicistici e banali, che lo fanno rassomigliare molto ad un app per smartphone (forse sarà questo l'obiettivo?), Michelle Obama reputi possibile sconfiggere sandwich, hamburger, patatine fritte, cole di vario genere e tutto ciò che è parte integrante della cultura culinaria americana e riuscire laddove sono falliti i più grandi nutrizionisti del mondo, paladini della dieta mediterranea. Il tutto presentato in pompa magna a Washington con tanto di conferenza stampa internazionale.

A questo punto, come il miglior Antonio Lubrano avrebbe detto, "la domanda sorge spontanea": chi comunicherà alla Mc Donald's Corporation, la maggiore catena di fast food d'America e del mondo, che la first lady del proprio paese, maggior azionista mondiale per numero di obesi, ha deciso di farli fuori con uno schema raffigurante un simpatico piattino colorato in stile cartoon?

Resta il fatto che, come spesso accade, gli USA riescono sempre a sorprenderci per la loro duplice anima. Sia chiaro, non sono gli unici al mondo (basta pensare al nostro paese), ma il modo in cui cercano di porre rimedio ai propri errori è unico, così plateale quanto curioso. Non riesci mai capire se ci sono o ci fanno. Ma questo è il bello dell'America.

Per il momento contro la multinazionale del fast food non c'è stata dieta, mediterranea oppure meno, che gli abbia tenuto testa. Riuscirà il piattino di Michelle a sconfiggere l'emblema della Globalizzazione?

Ai posteri degli obesi l'ardua sentenza.

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